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Paragrafo 2 . Mobilit demografica ed espansione urbana.

     
Dalla   fine   degli  anni  Settanta  inizi  una  seconda   massiccia
emigrazione   dall'Europa,   in  particolare   dai   paesi   dell'area
meridionale e mediterranea, maggiormente colpiti dalla crisi agraria e
in ritardo con l'industrializzazione.
     La  quota maggiore di emigranti si diresse verso gli Stati Uniti,
che,  tra il 1870 e il 1914, furono raggiunti da pi di venti  milioni
di persone. Questa nuova ondata, oltre ad essere pi consistente della
precedente, era in
     
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     gran  parte  formata non pi da intere famiglie, ma da lavoratori
che  abbandonavano  da  soli i paesi d'origine  per  riversarsi  nelle
citt,  dove  vivevano  in  condizioni di  estremo  disagio  ed  erano
disposti ad accettare ogni tipo di impiego per salari bassissimi. Tale
situazione provocava problemi di ordine pubblico e gravi contrasti tra
lavoratori  americani  e immigrati, tanto che, a  partire  dagli  anni
Novanta   le   autorit  cercarono  di  regolamentare  l'afflusso   di
manodopera straniera.
     
     [Grafico non riportato: L'emigrazione europea oltreoceano tra  il
1840 e il 1913].
     
     La  crescita e la mobilit demografica determinarono un ulteriore
aumento  della popolazione urbana. Nelle citt pi grandi, innovazioni
e trasformazioni ingegneristiche ed architettoniche vennero realizzate
con  l'impiego  di  materiali e metodi costruttivi  nuovi,  legati  al
contemporaneo sviluppo industriale. In Europa si distinse Parigi,  che
si  guadagn  il significativo titolo di ville lumire, perch  fu  la
prima   ad   essere   illuminata  a  gas,   e   dove,   in   occasione
dell'Esposizione  universale  del 1889, l'ingegnere  Alexandre-Gustave
Eiffel eresse la torre di ferro (alta 300 metri) che prese il suo nome
e divenne simbolo della citt.
     Le   pi   ardite  realizzazioni  di  ingegneria  civile  vennero
realizzate nelle citt statunitensi: nel 1883 fu inaugurato  il  ponte
di Brooklyn, all'epoca il pi lungo ponte sospeso del mondo (488 metri
da  un  pilone  all'altro) mentre, a partire dagli anni  Ottanta,  gli
architetti   della  cosiddetta  "scuola  di  Chicago"   avviarono   la
costruzione dei primi grattacieli.
     Gli  spazi urbani continuarono ad essere differenziati a  seconda
delle  condizioni economiche degli abitanti, con la segregazione delle
classi  pi povere in agglomerati squallidi e senza servizi  adeguati.
Nelle  citt  di  forte  immigrazione, come  quelle  statunitensi,  si
formarono veri e propri quartieri-ghetto, abitati da immigrati  divisi
per nazionalit.
